/ 5 Sensi e oltre, Educare, Essere Genitori, Essere Unici, Felicità

Il tema della famiglia è un tema per me molto delicato, al quale tengo molto per dolori vissuti sulla mia pelle. Credo che sia un tema inesauribile perché ricco di diramazioni, ma penso anche che il succo del discorso possa stringersi attorno ad un grande punto. Mi spiego meglio.

Diventare madre, diventare genitori in generale, è un desiderio che non tutti hanno, ma la maggior parte di noi, raggiunta una certa età, inizia a pensarci, a crearsi una propria idea di famiglia.
A volte succede per necessità, altre volte per istinto.

matrimonio famiglia figli attesa


Quando il desiderio di un figlio entra a far parte della nostra quotidianità, ci creiamo un nostro immaginario, solitamente molto simile a quello degli altri, nonostante si creda il contrario.
Il desiderio di fondo è quello della famiglia del Mulino Bianco, tutti a tavola composti con sorrisi stampati la mattina presto, condivisione e amore che sprizza da tutti i pori.
Spesso e volentieri questa idealizzazione viene minata dalle esperienze altrui, talvolta inquietanti, che possono avere due effetti distinti: o terrorizzare e farci accantonare il nostro desiderio, oppure spronarci a fare meglio, convincerci che per noi non sarà così.

Dopo il momento del pensiero, arriva il momento del fattaccio: test di gravidanza positivo!
Trascorsa la frazione di secondo che impiega il messaggio visivo ad arrivare al cervello, ecco il momento più scioccante!
I genitori, a volte più uno a volte più l’altra, a volte in egual misura, vengono letteralmente sommersi da una sensazione indescrivibile.
Per noi è stata simile ad un mix di terrore, gioia e apatia.
Una confusione totale!!!
Ci siamo sentiti invasi da qualcosa al quale era impossibile sottrarsi, qualcosa dal quale non avremmo nemmeno voluto sottrarci ma anche qualcosa da cui saremmo scappati a gambe levate, per poter diventare prima genitori perfetti e poi procreare.
Purtroppo non funziona così. Proprio per il significato del termine, non si può diventare genitori senza avere un figlio. Sembra assurdo, perché un professore è professore anche senza cattedra, un medico lo è anche senza un lavoro, eppure… un genitore diventa genitore solo con un figlio.
Non è considerato un lavoro. Giustamente. Potremmo ritenerlo tale per l’impegno e la fatica che comporta, ma preferisco continuare a vederlo come un privilegio.

In questa confusione totale si cerca di aggrapparsi al proprio immaginario, alla famosa famiglia del Mulino Bianco, si inizia a documentarsi, a formarsi, credendo che in questo modo impareremo la “tecnica” del genitore perfetto.
Non credo che sia così… informarsi è importantissimo perché ci rende consapevoli di situazioni esistenti e ci propone possibilità, ma niente e nessuno potrà essere genitore al posto nostro. Niente e nessuno potrà sostituirsi a noi quando ci troveremo davanti a delle scelte. Non possiamo pensare con la testa degli altri, abbiamo la nostra e abbiamo il dovere di usarla.
Formarsi quindi ok, ma crearsi anche un’idea propria di cosa significa essere genitore, cosa significa per noi, scoprire gli strumenti che ci permetteranno di raggiungere il nostro obiettivo e adattarli al nostro modo di essere.

Mai adeguarsi al pensiero comune se non è parte di noi, mai approvare scelte ed idee altrui se non le condividiamo.

momenti difficili sorridi

Terzo step: il più fantastico!
Nove mesi dopo il caos totale, ecco che il nostro piccolo pargolo si mostra a noi!!!

Tutte le nostre idee crollano. Tutto, lasciando spazio alla realtà, alla vita fatta di pensieri, di apprensione vera, di amore incondizionato, di notti insonni, di pasti precotti, di case in disordine, di letti sfatti a tutte le ore, di stanchezza, di isteria, del bisogno di tempo per se stessi, del bisogno di tranquillità.
Si cerca di mettere in pratica tutto quello che avevamo ascoltato, letto e imparato, ma sembra sempre che nostro figlio non rispetti le regole, che si comporti sempre in un modo che sui manuali non abbiamo trovato.
I figli degli altri dormono sempre, mangiano seguendo una tabella, a 9 mesi camminano, dicono già le prime paroline, insomma, dei fenomeni, ma sappiate che non lo sono.

Sappiate che è tutto ok anche per voi!

Con l’arrivo del figlio, il primo soprattutto, marito e moglie imparano a diventare genitori, imparano questo nuovo ruolo. Non lo sono mai stati ed è quindi difficile capire cosa si debba fare, come lo si debba fare.
Secondo la mia esperienza, mi sento di dire che esiste un comune denominatore per ogni situazione che un genitore si trova ad affrontare, dal cambio del pannolino al ritiro della scheda di valutazione a scuola. Si chiama: “LA VERITA’ STA NEL MEZZO”.
Non serve essere soffocanti  e nemmeno distanti. Non serve essere apprensivi e nemmeno menefreghisti. Non servono posizioni estreme e nemmeno passare da una all’altra perché “non funziona”.
Bisogna esserci.
Bisogna dare un peso ponderato alle cose e capire soprattutto che la vita di nostro figlio deve essere goduta da lui e anche da noi!

divertirsi vivere famiglia

Certo, nostro figlio domani (il famoso giorno in cui ci convinciamo che avremo più tempo) ci sarà ancora, ma ricordate che saranno le piccole cose che invece non ci saranno più. E sono proprio queste che fanno parte della vita, più frequentemente dei grandi avvenimenti.

Le sue manine cresceranno e finiranno per stringere la mano di qualcun altro.
Le sue parole si perfezioneranno e scopriranno termini che magari neanche noi ora conosciamo.
Le coccole arriveranno sempre meno frequentemente, fino a sparire.
Le scoperte di cose anche banali termineranno e con loro la curiosità e lo stupore.
Gli occhi perderanno la luce della felicità pura, finendo a volte intristiti dalla realtà della vita.
Il nostro ruolo di supereroi cesserà di esistere e per un certo periodo ci trasformeremo addirittura nel “nemico”.
“Mamma mi aiuti a fare i compiti” non lo sentiremo più, sostituito da resoconti di esami che magari non riusciremo nemmeno a comprendere perché fuori dalla nostra portata.
Sono piccole cose ricche di vita, di sapore, di felicità, di gioia.

Tante cose poi invece perderanno la loro bellezza, la loro ingenuità tipica dell’essere bambini e noi invecchieremo, vedendo le cose sotto un altro punto di vista.
Saremo sempre più orgogliosi dei nostri figli, ma sentiremo la mancanza di questa vita che oggi viviamo freneticamente e ci pentiremo di non averla goduta.

Viviamo quindi con il cuore e con la mente, lasciamoci attraversare dalla loro gioia, dalla loro energia e consumiamo insieme momenti di qualità, momenti da portarci dentro.
Ritagliamoci del tempo per loro, organizziamoci in queste vite sommerse dalla quotidianità.

Vivete CON i vostri figli: un regalo in meno e una capriola in più renderà entrambi più complici e più sereni.
Sarà sempre più difficile.
Man mano che cresceranno vivere accanto a loro sarà un nostro forte desiderio ma anche un grande ostacolo. Vale la pena sudare per superarlo. Perché avere dei figli è un grande privilegio e una grande gioia. E’ ogni giorno fonte di orgoglio e spesso sono proprio in nostri figli che ci insegnano cos’è l’amore.

Non lasciamoli soli.

Siate felici insieme.

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