/ 5 Sensi e oltre, CrEaTiViTà, Educare alle Sensazioni, Obiettivo, Rilassamento

Vi è mai capitato di trovarvi in una di queste situazioni con vostro figlio? Beh, a me sì e non solamente in una, bensì in tutte e quattro!!!
Esattamente… a 8 anni aveva paura di restare 10 minuti in casa se dovevo fare una commissione veloce, aveva paura di addormentarsi da solo al buio, faceva brutti sogni e si svegliava nel pieno della notte in preda al panico, non riuscendo poi a riaddormentarsi.
E’ stato un duro e attento lavoro, durante il quale i genitori vengono messi a dura prova, dovendo restare necessariamente calmi e non dare i numeri nemmeno di notte, quando l’unica cosa che vorremmo è… dormire!

Esistono vari modi per affrontare la cosa, io vi racconterò quelli che ho adottato io! Sono due: uno per la paura, uno per i brutti sogni.

Per quanto riguarda gli incubi, se il bambino non ha vissuto esperienze traumatiche, ma semplicemente si tratta di riproduzioni inconsce della realtà, allora ho trovato molto utile fare questa cosa: quando il bambino si sveglia (notte o mattina) se ha fatto un sogno brutto che non gli permette di essere tranquillo, io lo invito a disegnarlo.

Proprio così: carta, colori e via! Lui utilizzerà le tonalità che ha visto nel sogno e disegnerà ciò che gli è rimasto impresso. Metterlo nero su bianco lo aiuterà a staccarsene, a tirarlo fuori.
Non importa se non se la sentirà di raccontarvi il sogno, ciò che conta è che lo tiri fuori a modo suo.
Una volta terminato il disegno potete chiedergli di spiegarvelo, ma senza insistere e soprattutto senza interpretarlo a modo vostro. Il sogno è suo, la paura è sua e anche il disegno. Noi non possiamo sapere cosa ha provato e cosa ha visto, quindi non interpretiamo e non giudichiamo.

Fatto questo arriva il momento che io preferisco: accartocciare il foglio, andare in strada e incendiare il disegno! Proprio così: dategli fuoco! Il brutto sogno, il mostro, la paura se ne andranno e il bambino ne sarà soddisfatto.

Con i miei bambini ha funzionato nelle occasioni in cui hanno avuto “incubi lievi”. Ho utilizzato questa tecnica anche con una loro compagna di scuola quando, tornata da scuola, si era messa a piangere per l’esperienza negativa che aveva vissuto con una maestra. Provare per credere!

Se invece si tratta di paura vera e propria, prolungata nel tempo e nella giornata, allora la storia cambia.

La prima cosa da fare è, come ho già detto, mantenere la calma: per loro è Paura con la p maiuscola, non riescono ancora a comprendere la sua infondatezza. Quindi ecco, mantenete la calma, voce tranquilla e parole gentili!

Passo successivo: spiegargli che avere paura è normale, non è una cosa di cui vergognarsi.
Anche noi da piccoli abbiamo avuto le nostre paure ed erano importanti per noi! Chi ci diceva: “Ma che paura devi avere??? Smettila!” Era cattivo, non ci capiva!
Suppergiù ho usato queste parole: “Non preoccuparti, non devi fartene una colpa se hai paura. La paura arriva da sola, come la gioia, come la tristezza, come la rabbia. Arriva e basta! Quello che però bisogna fare è affrontarla, capire perché è arrivata e come scacciarla”.
In questo modo si è sentito più tranquillo, compreso, la sua paura era diventata lecita e non era più un problema.

A questo punto arriva la parte più difficile. Io ci ho messo qualche mese per raggiungere l’obiettivo. Capire cosa ha scatenato la paura. Mio figlio non voleva parlarne, o meglio, continuava a ripetere che non c’era nessun motivo, che non era successo niente.
Poi, una sera, ero nel suo letto a fargli le coccole ed è uscito tutto, così, senza nemmeno chiedere nulla. Sette mesi prima era successo un piccolo fatto fuori da scuola e da allora si portava dentro terrore puro. Sette lunghi mesi di solitudine nella sua paura…. non vi dico come mi sono sentita…

Come tutte le paure da bambini era una sciocchezza, una paura surreale, ma giustamente lui non riusciva a capirlo e per questo era enorme.

Cosa ho fatto? L’ho mandato a lavarsi la faccia e a calmarsi un attimo, in bagno e nel frattempo ho smacchinato. Non avevo la ben che minima idea di come affrontare la cosa, ma poi… lampo di genio.
I supereroi!!!
La paura era surreale? Bene, la avremmo sconfitta con le stesse armi!

Tornato in camera gli ho chiesto di provare a pensare come sarebbe potuta andare la notte se avesse immaginato i suoi supereroi preferiti lì, pronti a difenderlo. Sapete lui cosa mi ha risposto? “Mamma, solo immaginarli non serve, devono esserci fisicamente, altrimenti come fanno a proteggermi?”

Giusto.

Quindi? “Ok, ti realizzerò i due supereroi che certamente con i loro poteri potranno sconfiggere il nemico! IronMan e Hulk! Imbattibile accoppiata di poteri e forza!”

pupazzo supereroe fai da tepupazzo supereroe fai da te

E’ stata una vera Vittoria, di quelle che ti rendono orgogliose di essere genitore, di avere il potere e la forza per far tornare a sorridere un bambino indifeso…

Da quella notte, per parecchie settimane, si è addormentato abbracciato ai suoi supereroi, ma non si è più svegliato. Non ha più parlato della sua paura e ho capito che era riuscito a sconfiggerla quando, entrando in camera una notte, ho visto IronMan e Hulk sulla scrivania…

Avevano fatto il loro lavoro.

Vi lascio qualche immagine più dettagliata dei due pupazzi. Avendoli creati un anno fa non ho foto del WorkInProgress, purtroppo. Però sono davvero facilmente realizzabili, solo con stoffe colorate e dell’imbottitura.
Io li avevo fatti cucire a macchina da un’amica, ma è possibile, con molta pazienza, cucirli anche a mano!

Creare un fronte e un retro. Assemblare tutte le varie parti
Disporle al rovescio e cucire. Lasciare un foro per l’imbottitura e terminare con ago e filo.
Terminate il capolavoro con i dettagli. Per applicarli io ho utilizzato la colla a caldo! 😉

retro pupazzo iron mandettagli testa pupazzo iron man
retro pupazzo hulkdettagli testa hulk pupazzodettagli pantaloni pupazzo hulk
cucitura ago e filo pupazzo

Buon lavoro a tutte! Mi raccomando, lasciate un commento qui sotto per raccontarmi ciò che volete al riguardo!

 

Sharing is caring!

0 Comments

  1. Ho scoperto solo pochi giorni fa alcuni tuoi articoli e da allora non ne perdo uno… complimenti Barbara…mi ritrovo piacevolmente persa nei tuoi racconti!

  2. Silvia, grazie, davvero.
    Non sai quanta gioia mi diano le tue parole! Un abbraccio!!

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*