/ Felicità, Futuro, Obiettivo

Oggi è il mio compleanno… AUGURIIIII! Sapete dopo 35 anni a quale conclusione sono arrivata? Personalmente credo che esistano diversi tipi di felicità, cambiano di intensità, forza e durata e si possono sostanzialmente dividere in due tipologie, quella che deriva dalle piccole cose di tutti i giorni e quella che invece arriva quando riusciamo a buttarci nel mondo e realizzare noi stessi.

Ora, credo che la maggior parte di noi punti principalmente alla seconda felicità, perché “si vive una volta sola e che caspita!” e quindi ognuno parte alla ricerca di ciò che vorrebbe fare nella vita per sentirsi pienamente realizzato e felice quando la sera mette la testa sul cuscino.

Però credo anche che non tutti siamo così fortunati da trovarci “la realizzazione personale” fuori dalla porta, pronta per essere intrapresa o proseguita. Quindi dovremmo prima fare due conti con la realtà e capire in che momento ci troviamo e quale felicità “pretendere”. L’una non esclude l’altra ma di certo, avendo 24h e non di più, a qualcosa sicuramente dovremo rinunciare o realizzare parzialmente, utilizzando i famosi 15 minuti al giorno 😆.
Quindi bisogna avere bene in chiaro qual è il nostro obiettivo. Il mio è arrivato nel tempo, anzi I MIEI, sono arrivati nel tempo. Credevo di voler fare l’interprete e girare il mondo e ho studiato lingue ed economia del turismo. Poi ho avuto il primo figlio e ho capito che invece avrei voluto fare la mamma e godermi i miei figli 24ore al giorno fino all’età scolastica.
E così ho fatto.
Dopo il primo figlio è arrivata la seconda e dopo la seconda è arrivata la terza.

Mamma. Mamma. Mamma. Non cambierei nulla di questa scelta perché mi ha permesso di crescere insieme a loro , di mettermi alla prova, di imparare un sacco di cose e di vedere il mondo sotto tanti punti di vista.

Durante tutti questi anni ho avuto spesso momenti di sconforto in cui pensavo: “Quando saranno tutti cresciuti e  andranno a scuola io che farò? Io che sarò?” Mi ero laureata certo, ma ora che avevo conosciuto l’essere mamma nessuno sbocco professionale mi allettava.

Ho superato questi momenti grazie alle PICCOLE COSE, di cui ho riso, sorriso, pianto e che mi hanno fatta crescere e sentire orgogliosa di me stessa. Ho creato tre piccoli pargoletti e li sto preparando al mondo. Un lavoro duro e spesso senza “grazie” ma alla fine della giornata mi rendo conto che senza di loro non sarei diventata la persona che sono e non avrei saputo trovare i miei obiettivi.

Wikipedia ci dice che obiettivo è: fine, meta, bersaglio.

Per me obiettivo è quel pensiero che non ti lascia: nel mio caso sono stati i bambini.
Dapprima miei e l’ho capito perché piangevo ad ogni pancione che vedevo, poi nel volontariato perché piango ogni volta che un bambino soffre in qualsiasi parte del mondo. Questo secondo obiettivo è tutt’oggi molto limitato perché non posso dedicargli tutto il tempo di cui avrebbe bisogno: la mia ultima bambina ha solo 2 anni e tutto il mio tempo lo dedico ancora a lei. Non avrà due anni per sempre e questo è ciò che voglio. Giusto o sbagliato che sia è il mio primo obiettivo, l’ho raggiunto e ne vado fiera.

Al secondo obiettivo ci penso ogni giorno e cerco mini momenti da dedicargli.
Mi avvicino e intanto lo focalizzo meglio, faccio chiarezza, vengo a contatto con realtà che potrebbero essermi utili e imparo, studio, sperimento. Talvolta cambio strada perché lo vedo troppo distante e troppo difficile da raggiungere, ma poi mi rendo conto che il mio cuore mi porta sempre lì e allora…. cedo, di nuovo!
Ognuno deve trovare i propri obiettivi seguendo il proprio 💖 e non è una cosa così, tanto per dire.
Cercate dentro di voi la strada da seguire. E’ difficilissimo, davvero difficile per chi non ha le idee chiare fin da piccolo. Io ne sono un esempio lampante. Ma si può fare e soprattutto  non bisogna mai scoraggiarsi… ricordate che  it’s  #nevertoolate

😉

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