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Eccoci, superstiti dai festeggiamenti per il Mother’s Day! Noi abbiamo trascorso la giornata sul parmense, visitando la famosa Reggia di Colorno, conosciuta anche perché sede ALMA, la scuola internazionale di cucina di Gualtiero Marchesi!

Ne consiglierei la visita? Sicuramente si, ma con delle considerazioni personali che mi hanno lasciata un po’ così… triste.
E perché? direte voi. Ora ve lo spiego.


Premessa: è necessaria l’entrata con la guida, non solo per l’obbligo ma proprio perché diversamente sarebbe impossibile capirne le vicissitudini. Il biglietto per la visita costa € 6,50 e il percorso dura all’incirca un’ora.

Inizierei con un accenno di storia e precisamente dicendovi che la Reggia di Colorno è stata perlopiù la residenza estiva delle varie dinastie che regnarono il Ducato di Parma e Piacenza. Assunse le sembianze della Reggia di Versailles quando vi entrarono Filippo di Borbone e la moglie Luisa Elisabetta, figlia del Re di Francia Luigi XV. Terminata di dinastia Borbone diventò parte della Francia di Napoleone e venne dichiarata Palazzo Imperiale. Con l’esilio di Napoleone passò a Maria Luigia d’Austria, sua moglie, che diede al Palazzo grande lustro durante i suoi quasi trent’anni di regno.

 

 

La Reggia tutt’oggi conserva affreschi e soffitti stupefacenti.

Con la morte della duchessa il Palazzo passò nelle mani del demanio e la provincia ne cambiò totalmente destinazione.

Durante la visita la guida vi saprà spiegare le vicende accadute in tutti quegli anni e le motivazioni che stanno alla base dello svuotamento totale delle stanze della reggia, lasciando pareti spoglie e interi appartamenti privi di arredamento.

Non ve lo racconto ora, non voglio rovinarvi la “sorpresa”.  Io non ero informata e oer me è stato così!

E’ lodevole il tentativo di ridare vita a questa incantevole Reggia, investendo nel progetto di riarredo, ma nonostante questo si percepisce malinconia e abbandono…
Specchi e cornici intagliate nel legno e riproduzioni fotografiche di arazzi sono molto belli da osservare, ma non riescono ad impreziosire queste 400 stanze, uno spazio immenso che si lascia una scia di tristezza.

Soffitto degli della stanza adibita a studio negli appartamento del duca Ferdinando

La reggia in sé è veramente maestosa e suscita curiosità e interesse, ma questo è ciò che ho provato attraversando il palazzo, come pure l’appartamento del duca Ferdinando di Borbone, mostrato durante la visita guidata.

Il percorso prevede inoltre l’entrata alla cappella ducale. E’ una vera e propria chiesa, dall’altare maestoso e dalla cui cupola sembra davvero che si sporgano i santi. Vanta uno degli organi più grandi d’Italia, tutt’oggi perfettamente funzionante.
Fortunatamente non fu mai svuotata e mantiene ancora oggi il suo originale splendore.

Cupola

Dalla grande scalinata frontale si apre uno scenario magnifico. Simile ai giardini di Versailles, lascia spazio all’immaginazione, che prova a calarsi nel XVIII secolo. Impeccabile questo giardino esterno, curato nei dettagli. Peccato per la fontana, non funzionante. La passeggiata sarebbe stata ancor più suggestiva!

 

 

 

Ecco ciò che mi resta di questa piacevole giornata alla Reggia di Colorno. L’enorme tentativo di ridarle splendore. Ne comprendo la difficoltà non solo economica e spero davvero che nel corso degli anni riusciranno a recuperare gli arredi e gli oggetti di valore che davano vita a queste magnifiche stanze.

Vi consiglio sicuramente di visitarla, ne vale sempre la pena!
E poi, come lasciarsi scappare la possibilità di trascorrere una mezza giornata fuori dal tempo?!😉

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