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Eccomi qui…
Un’amica ieri mi ha espresso la sua curiosità verso l’autosvezzamento ed essendo un argomento molto sentito e dibattuto, ho deciso di parlarvi un po’ della mia esperienza e delle mie scelte.
Dobbiamo però prima fare una considerazione iniziale: non ritengo ci sia un modo giusto o sbagliato di affrontare lo svezzamento, come tutte le altre situazioni, credo piuttosto che ogni mamma, ogni genitore, debba sentirsi a proprio agio, senza frustrazioni inutili che rovinano il momento, perché quello non tornerà più. Lo dico sempre: godetevi il vostro essere genitori, fatelo con tranquillità!

Svezzare bambini sereni e mamme senza stress

Bene quindi, iniziamo.


Sono una mamma che con i figli è molto “scialla”, nel senso che non ho grandi apprensioni: lascio che facciano le loro esperienze, anche poco sicure, senza interferire. Ovvio, non lascio che si ammazzino, ma nemmeno li obbligo al mio aiuto.
Se richiesto ok, altrimenti lascio che se la sbrighino da soli.
Cadere, farsi male, sporcarsi, spingersi oltre, permette loro di conoscersi, di capire fin dove possono arrivare, fin dove tollerano la fatica e la paura. Imparano a conoscere emozioni diverse: l’adrenalina, il terrore, le vertigini, l’orgoglio di se stessi, la felicità dell’aver superato un ostacolo da soli, la gioia o il disagio di sporcarsi di fango da capo a piedi, tantissime cose che non è possibile insegnare a parole, ma solo vivendole!

Quindi principalmente il mio consiglio è: siate tranquille!

Non so se posso definirmi una mamma da autosvezzamento.
Con il primo figlio, alla visita pediatrica dei sei mesi, sono tornata a casa con la mia bella tabella. Step 1 frutta.
Un disastro. Più grattuggiavo mele più ne trovavo sparse per la  casa o ne mangiavo io,  completamente annerite. Ricordo di aver aspettato ancora una settimana e di averci riprovato. Stessa cosa… Ma non ho mollato, ho continuato a provare per giorni. Stessa cosa.
Ero frustrata al momento della merenda, mi arrabbiavo inutilmente con un esserino che voleva solo accoccolarsi a me e fare la sua poppata come tutte le altre volte. Questa cosa fredda non gli piaceva minimante. Lui voleva il latte.

Quella mamma non ero io, non mi riconoscevo in quell’atteggiamento e non volevo proseguire peggiorando le cose e il mio umore. Così decisi di non obbligarlo più ad un pasto intero, tenendolo poi a digiuno per potersi ricordare che la merenda si fa con la mela (mio dio che orrore). Avrebbe solo assaggiato, per imparare nuovi sapori, nuove consistenze.

Non vi posso dire che da lì in poi sia stato tutto in discesa, ma una volta che si decide che tipo di mamma si vuol essere, di certo le cose prendono più forma e più senso. Lo si fa perché ci si crede.

Svezzamento senza stress
7 mesi – mangio e gioco con le carote lessate

Quindi che è successo?? Da quel giorno in poi per merenda ci siamo mangiati della frutta: io intera (grazie!) e lui grattuggiata, un paio di punte di cucchiaino. Mela, pera, banana.
Ecco, so che nell’autosvezzamento non ci sono regole per i cibi da introdurre. Questo io non lo ho mai fatto. Mi sono informata sui cibi più o meno adatti all’inizio dello svezzamento e a grandi linee ho seguito i consigli. In questo caso niente pesche, niente fragole etc

Chris ha imparato che prima del mio seno arrivava il cucchiaino di frutta ed è diventato un momento sereno, ricercato anche da lui, che sbatteva i piedini felice quando mi guardava grattuggiare la frutta!
Credo che il punto di forza sia stato il fatto che gli ho lasciato la certezza del seno e la possibilità di conoscere nuovi sapori. Non si sentono deturpati di un’abitudine e di una loro necessità, semplicemente viene loro offerto qualcosa in più, quasi una scelta.

I cucchiaini da due sono diventati quattro, poi dieci, poi mezza mela finché al seno si attaccava solo per coccolarsi perché era già sazio.

Ho fatto la stessa cosa poi per i pasti: quando ho visto che la frutta riusciva a deglutirla senza problemi e l’estrusione (movimento della lingua per succhiare il latte) avveniva solo al seno, l’ho messo a tavola, senza preparargli nulla, ma solo per vedere cosa avrebbe fatto.
Le prime volte ci osservava attento, rideva e sbatteva le manine sul tavolino. Poi ha iniziato a chiedere.

Così il giorno dopo, gli ho preparato il suo primo brodo di carne bianca. Sapevo che non avrebbe potuto bere una brodaglia insipida, così l’ho arricchita con passato di verdura e, lo ammetto, un pizzico di sale! Ne ho preparato in quantità e poi l’ho versato nei bicchierini da caffè, ricoperti con carta stagnola e riposti in freezer, per non impazzire ogni giorno a preparare una mini porzione.

Quel giorno ho messo il passato in un piattino di plastica, l’ho appoggiato sul seggiolone e ho lasciato che si sporcasse, mentre io iniziavo a fargli assaggiare le famose due punte di cucchiaino.
Preparatevi al peggio, perché il passato di verdura può finire dove non vi aspettereste mai 😒

Svezzamento senza stress
8 mesi – sgranocchio un pezzo di mela perché i dentini mi danno fastidio!

 

Senza stress mamme tranquille
10 mesi – ora sono sazio!

L’autosvezzamento prevede che il bambino mangi ciò che si mette in tavola per tutta la famiglia. Sinceramente non me la sono mai sentita di dare fin da subito i nostri stessi cibi, per quanto sani, ne a noi i suoi, per quanto extra sani. Ahahahah

Avviene poi quasi in automatico e senza troppi pensieri il passaggio dalle sue pappe alle nostre. Un giorno l’assaggino della pasta al tonno, l’altro giorno l’assaggino della bistecca, l’altro giorno ancora l’assaggino del raviolo. E così via, finché entro l’anno ho sempre voluto che potessero mangiare tutto.
Vi sconsiglio di acquistare pappette pronte perché sarebbe una spesa veramente inutile.
Piuttosto prearate mini porzione in freezer, da scongelare e scaldare.
“eh ma allora non sono fresche!” già, però nemmeno piene di conservanti e chissà quali altre cose!

Legato allo svezzamento c’è spesso un grande problema: il problema del soffocamento. Mi trovate molto d’accordo con questa paura, io purtroppo l’ho provata sulla mia pelle un paio di volte e mi sono bastate per perdere dieci+dieci anni di vita. Era un semplice cracker e un semplice fagiolino… ma si sono bloccati lì e il color paonazzo è arrivato…
Tutto sistemato, ma la paura resta.
Il mio consiglio è quello di non essere eccessive, di non estremizzare da una parte o dall’altra.
Si può provare a dare i primi pezzettini di cibo magari schiacciandoli con le dita mentre glieli preparate, così imparerete a capire quando è arrivato il movimento della masticazione. Poi da lì per necessità dovete imparare e fidarvi di loro.

Eccoci arrivate alle conclusioni finali…
Non c’è uno  standard di bambino e quindi ogni genitore deve prendere le proprie decisioni in base ai tempi del proprio piccolo e in base al tipo di genitore che si sente di essere.
Una regola imprescindibile, già detta: tranquillità. Non c’è cosa peggiore fatta con ansia, fretta e con le scatole girate. Sia per voi, che vi perdete il momento, sia per il bambino, che assorbe ogni vostro atteggiamento e sentimento e lo fa proprio.
Informatevi sulle varie strade da poter seguire e ricordatevi che qualunque cosa farete, se la farete con amore per vostro figlio, andrà bene.
Ricordate inoltre che non tutti i bambini amano mangiare allo stesso modo! Ci sono quelli che non si staccherebbero mai dal seggiolone e quelli che invece hanno bisogno di essere incentivati… Negare ogni tipo di gioco è inutile! Secondo la mia esperienza, la cosa migliore da fare è permettergli di manipolare il cibo e le posatine mentre voi li imboccate. Vedrete che quando avranno preso confidenza con gli attrezzi del mestiere, vorranno fare da sé!

Spero di esservi stata un po’ d’aiuto.
Vi lascio il titolo di un libro che ho scovato e che ha ottenuto molti apprezzamenti:

libri che aiutano i genitori
Io mi svezzo da solo – Pediatra Lucio Piermarini
In bocca al lupo a tutte!!!

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