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Rieccoci!!! Quello di oggi credetemi, sarà un racconto fantastico! Martedì abbiamo parlato della zona est della Sicilia, Catania e Siracusa, oggi invece dell’entroterra o meglio.. Dell’Etna! Voi siete mai saliti sulla cima di un vulcano???? Noi no e “scalare” la Muntagna è stata un’esperienza bellissima. Ma andiamo sempre per gradi, perché non è stata l’unica cosa che abbiamo fatto in quei giorni. Riprendiamo quindi da dove eravamo rimasti.

GIORNO 4
Il quarto giorno ce la siamo presa tranquilla, soprattutto perché il tempo non era molto soleggiato e così abbiamo deciso di andare a Catania e addentrarci nel mercato storico “A Fera o luni” cioè il mercato del lunedì perché originariamente si teneva solo il primo giorno della settimana, mentre ora dal lunedì al venerdì. Qui si può trovare qualsiasi cosa, a prezzi molto modici, ma soprattutto si può respirare il vero spirito siciliano e catanese. Le bancarelle sono delle vere e proprie attrazioni turistiche e il mercato si snoda tra le vie adiacenti a Piazza Carlo Alberto, riempiendole di colori, profumi ed un gran vociare.
Abbiamo fatto mambassa di frutta e curiosato alla grande tra le bancarelle del pesce, dove c’erano dei veri e propri trofei esposti in bella vista nella speranza di attrarre il maggior numero di clienti!

Di ritorno da Catania, come promesso ai bambini, siamo andati al quel ristorante… “AL PANE CONDITO” dove i bambini si sono sbizzarriti con l’associazione più stramba possibile di ingredienti e ci siamo davvero rimpilzati di questo tipico piatto siciliano.

Nel pomeriggio visita ad Augusta, che si trova su un’altra isoletta molto caratteristica, collegata alla terra ferma con un ponte storico ma anche con una strada che si allarga un po’ più nel mare e offre davvero un paesaggio suggestivo. Percorrendola è possibile ammirare tutti i colori di questa isoletta e della Sicilia limitrofe. Ad Augusta abbiamo passeggiato tra le viuzze del centro (è ricchissima di Chiese!!!!) ma anche in riva al mare e abbiamo scoperto spiagge bellissime nonché simpatiche postazioni di pescatori!

Non ci si può perdere:

  • Faro del Capo di Santa Croce, definito LUCE IN UN MARE DA SOGNO
  • Sbarcatore dei Turchi, una scogliera con mare mozzafiato che prende il nome da una “leggenda”: era l’approdo preferito dai pirati saraceni, chiamati turchi perché la maggior parte di loro arrivava dalla Turchia
  • Forti Garsia e Vittoria, due fortificazioni fatte costruire dal viceré di Spagna Garcia de Toledo sopra a due isolotti. 

In piazza Duomo, dove c’è la chiesa di Santa Maria Assunta, se siete fortunati potete gustarvi il buonissimo gelato del carretto dei gelati!! Noi non ce lo siamo fatti scappare anche perché proprio qualche giorno prima parlando ci chiedevamo se un giorno saremmo riusciti ad incontrarne uno!!! Non potevamo lasciarcelo scappare!

GIORNO 5
Questo è il giorno che più ho atteso!!! Il giorno in cui siamo saliti sull’Etna! Devo fare un’anticipazione: un paio di sere prima ho mostrato ai bambini un paio di libri ed alcuni video sull’Etna per far capire loro, soprattutto alla più piccola, cosa ci aspettava e cosa è un vulcano! Tra l’altro durante la visione di un video in cui l’Etna stava eruttando, la piccolina ha esordito con: come il nostro!!!! in effetti aveva ragione! A casa, molti mesi fa, avevamo costruito un vulcano con bottiglie, cartapesta, aceto e bicarbonato! E brava lei che se lo è ricordato!

Torniamo a noi! Come siamo saliti sull’Etna? Innanzitutto bisogna sapere che ci sono tantissimi gruppi che organizzano gite di una mattinata o giornata, e che è possibile in alternativa fare il tragitto da soli. In ogni caso tutti, e ripeto tutti, dobbiamo utilizzare LA FUNIVIA DELL’ETNA. Non ci sono altre vie per salire. Quindi è necessario capire quanto tempo si ha a disposizione, quanto si vuole camminare, e quanto si vuol spendere! Proprio così, perché la salita sull’Etna non è affatto economica!

Noi abbiamo deciso di salire in solitaria, senza prendere parte ad una gita organizzata. Con la macchina abbiamo raggiunto il punto di partenza della funivia al Rifugio Sapienza che si trova a quasi 2000mt di altezza. Già questa salita è stata emozionante! Uno spettacolo per gli occhi e per il cuore!

Inoltre accanto ai parcheggi, ovunque vi girate ci sono crateri! Sono tutti ben segnalati, quindi di certo non ve li potete perdere! Entrateci e toccate con mano! E’ un’esperienza bellissima!

Una volta fatto il biglietto per la funivia e siamo arrivati a quota 2500mt. Non abbiamo raggiunto i crateri sommitali non so perché, ma è stato comunque davvero stupendo. Per raggiungere la cima è necessario, al momento dei biglietti della funivia, specificare di voler arrivare ai crateri sommitali e, una volta scesi dalla funivia, vi caricheranno su furgoni 4×4 che a gran velocità vi porteranno a 2900mt.

Abbiamo camminato ed esplorato un sacco, scalato piccoli montagne laviche e addentrati nella “sabbia lavica” . Ai bambini è piaciuto così tanto che piccoli pezzi di lava sono diventati il souvenir per i compagni di classe!

 

Siamo scesi sempre con la funivia attorno alle 13 e poi via! Partenza per Palermo! Ci siamo cuccati 4 ore di strada!!!

Siamo arrivati a Balestrate, vicino a Castellammare del Golfo e abbiamo ritirato le chiavi del nuovo appartamento presso Case Playa! Innocenzo e tutto lo staff sono stati fantastici per tutta la nostra permanenza!!!

GIORNO 6
Il tempo sta accennando a migliorare ma ancora non è convintissimo!! Che fare dunque??? Decidiamo di passare l’intera giornata a Palermo, ma prima fare tappa a Capaci, per il monumento in ricordo di Falcone. Come per l’Etna, avevo mostrato ai due più grandi dei video in cui venivano spiegati in modo semplice i due attentati di Capaci e via d’Amelio ma soprattutto chi erano Falcone e Borsellino e perché sono stati uccisi.
Matilde l’ha definita la visita più bella della vacanza in Sicilia e ha detto che non vede l’ora di tornare a scuola per raccontarlo ai suoi compagni!

A Capaci è stato realizzato un Giardino della Memoria con ulivi dedicati a ciascuna persona morta a causa della Mafia, da Falcone e Borsellino a tutti i magistrati e guardie del corpo coinvolti negli attentati.

 

La presenza di piccoli oggetti come segno di ringraziamento hanno stupito molto i bambini che han voluto anche loro lasciare un segno con un fiore ciascuno.

Dopo Capaci abbiamo fatto tappa in via d’Amelio. Anche lì il luogo della morte di Borsellino è stato ricordato con un grande Ulivo proprio nel punto dove è esplosa l’autobomba. All’albero sono appesi ricordi, frasi, oggetti, piccoli pensieri e testimonianze di passaggio che fanno sentire tutti uniti, tutti insieme contro la mafia. E’ un sentimento che si sente, si percepisce e cresce ad ogni biglietto che passa tra le mani.

Arriviamo poi a Palermo, dove prenotiamo subito le biciclette da SocialBike e cosa facciamo secondo voi? un tour guidato? Noooooo! Palermo su due ruote da soli! Dopo il primo quarto d’ora di puro terrore perché ci si trova smarriti e nel caos più totale, poi ci si prende confidenza, si entra nel ritmo siciliano e via! Tutti e cinque allegramente a scorrazzare per Palermo!

Abbiamo osservato tutto il centro storico, soffermandoci qua e là e andando invece un po’ più spediti quando siamo entrati a Ballarò! Si tratta della zona del mercato storico, dove si trovano i veri palermitani, quelli fuori dai bar a giocare a carte, oppure sui motorini in 4, fuori dai negozi ad urlare per attirare clienti, affacciati alle finestre ad urlarsi contro per un torto subito! Insomma, ci siamo capiti! Devo dire la verità, è stata la parte di Palermo che ho preferito! Come a Catania del resto…
A me piace vivere le città in cui andiamo! Mi piace stare nella vita quotidiana delle persone che le abitano! E i mercati sono sicuramente un parte importantissima e caratteristica della loro vita!

Dopo il giro al centro storico volevo andare al tribunale per vedere il museo Falcone e Borsellino, ma scopro ahimè che l’entrata è solo su prenotazione. A malincuore accantono la mia idea e passiamo oltre. Arriviamo fino all’orto botanico Zagara, un tripudio di natura, di piante tropicali ed esotiche. Lasciamo le biciclette all’entrata e ci facciamo una fresca passeggiata tra alberi e fiori di ogni genere e forma. Raggiungiamo anche la serra dedicata ai dinosauri, ma restiamo un po’ delusi perché è un po’ “povera” di dinosauri e sempre ricca invece di vegetazione!

Alle 18:15 dobbiamo lasciare le biciclette e ci incamminiamo poi verso la macchina, tornando a casa stanchi ma davvero super felici!

Dopo cena, ad aspettarci c’era Innocenzo che gentilmente ci ha caricati tutti sulla sua Ape Calesse e ci ha portato in giro per Balestrate, mostrandoci gli angoli più suggestivi e caratteristici

Abbiamo trascorso insieme altre tre giornate delle nostre vacanze! Al prossimo incontro vi parlerò delle ultime 4! Avranno finalmente il sapore del mare, poiché poi il tempo ha deciso di sorridere!

A presto quindi!! Ciao 😉

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